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Arte e architettura normanna

Gli inizi della letteratura in lingua francese

La corte dei re anglo-normanni è diventata nel corso del XII secolo un centro attivissimo della vita intellettuale e letteraria. Accanto alla letteratura tradizionale in lingua latina in cui venivano trattati tutti i temi, profani o religiosi che fossero, secondo gli schemi insegnati nelle scuole, si sviluppano nuove forme espressive in lingua volgare : in antico inglese o antico francese. Queste opere destinate ad un pubblico più largo sono stese da chierici che cercano di affrancarsi dal peso delle modulistiche latine e dalla conformità alle norme imposte dalla Chiesa.

Tali produzioni in lingua vernacolare si erano diffuse nell’Inghilterra anglosassone più rapidamente di quanto fosse successo sul continente. Fin dalla fine del IX secolo il re Alfredo il Grande aveva dato l’avvio a un ambizioso programma di traduzione dei grandi auctores latini in inglese antico, ed aveva anche spinto i chierici a scrivere una cronaca in lingua indigena : la Cronaca anglosassone. Questi testi in vecchio inglese ricoprirono una parte importante nella nascita di una letteratura in lingua francese quando i Normanni ebbero conquistato e pacificato l’Inghilterra.

Mediante il regno anglo-normanno, l’Europa scoprì la leggenda di Arturo : Geffrei Gaimar tradusse in francese fin dagli anni 1135-1138 l’Historia regum Britanniae di Geoffroi de Monmouth che narrava la storia dei Bretoni fino a quando scomparve il re Arturo. La corte dei sovrani anglo-normanni favorì il diffondersi di una forma letteraria nuova : il " romanzo ", cioè la traduzione poetica in lingua " romanza " (il francese) di testi storici stesi in latino. Gli storiografi quali Geffrei Gaimar, Wace, Benoît che per la prima volta presero a narrare la storia dei popoli antichi o moderni sentirono di essere ad un tempo degli storici, in quanto scrivevano precisamente gli avvenimenti passati, e dei poeti, in quanto utilizzavano uno stile elegante adeguato all’argomento. Questi " romanzi " si rivolgevano a un grande pubblico cui era consentito ormai accedere ad una nuova cultura; essi davano anche alla lingua parlata (vernacolare) lo status privilegiato di lingua letteraria..

 

Pierre Bouet
ouen - Office universitaire d'études normandes
Université de Caen

 

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