4

Vivere in città

L'autonomia urbana

In Italia meridionale non si avverte un movimento che possa venir paragonato a quello comunale del nord d’Italia, dove le élite delle arti e del commercio ottengono degli statuti con cui hanno il potere di governare le città. Le tendenze più marcate a una specie di autonomia urbana si verificano in Puglia all’inizio del periodo normanno ; grandi famiglie chiedono del resto aiuto ai Normanni per prendere questo o quel partito nei loro conflitti interni o negli scontri che le oppongono all’Impero bizantino. Questo è il caso di Melo di Bari all’inizio dell’XI secolo, quando, propenso all’autoamministrazione, egli apre una breccia per successivi interventi dei Normanni. In altri casi, le velleità autonomistiche dei ducati della costa tirrenica (Napoli, Gaeta, Amalfi) rimangono singole situazioni ; neanche città di un certo rilievo come Benevento accedono a forme di governo indipendente.

I Normanni in effetti sono propensi a diffidare dalle città. Il periodo della conquista è segnato dall’impianto di castelli a cavallo sulle cinte murarie a simboleggiare la potestà dei conquistatori sulla città presa, con conseguente divisione dei suoi territori tra più signori. Le città vescovili non possono nemmeno loro sottrarsi a questa regola, dato che di rado il vescovo riesce ad avere nelle strutture amministrative o giudiziarie della città un ruolo paragonabile a quello dei suoi pari inglesi o anglo-normanni.

Rinforzatosi il potere normanno, prevalentemente in seguito all’incoronazione di Ruggero II nel 1130, la nuova dinastia comanda con fermezza il governo delle città tramite rappresentanti della propria amministrazione (la baiulatio). Concessioni su qualche punto di libertà locali in campo amministrativo o economico fanno la loro comparsa unicamente nei periodi di debolezza della potenza regia, ossia durante il regno di Tancredi di Lecce sul finire del XII secolo, o negli anni di minore età di Federico II. Tranne la chiesa e il castello, gli edifici pubblici sono scarsi e legati all’amministrazione economica e fiscale ; la mancante autonomia non consente alle città meridionale l’esistenza di palazzi per accogliere le assemblee comunali.

pagina precedente  I Normanni nel Mediterraneo  pagina successiva